Vi sono azioni quotidiane così semplici che vengono spesso date per scontate. Stiamo parlando di parlare, masticare, deglutire. Gesti compiuti giornalmente in maniera tanto spontanea e naturale da non rendersene nemmeno conto. Cosa succede, però, se atti così semplici diventano improvvisamente difficili da compiere? Potrebbe trattarsi della sindrome di Costen
La sindrome di Costen prevede un conflitto tra le giunzioni delle ossa temporali del cranio e l'osso della mandibola (conflitto temporomandibolare) che porta a una serie di fastidi legati alla difficoltà nell’aprire la bocca. I soggetti iniziano ad avere dolore sempre più crescente nel tempo compiendo semplici gesti quotidiani: parlare, masticare, deglutire, sorridere ecc. Il dolore può aumentare in determinati momenti della giornata, come al mattino appena svegli o compiendo movimenti particolari come sbadigliare: durante questa azione la mandibola potrebbe persino bloccarsi. Inoltre, un altro sintomo caratteristico di questa sindrome è lo scricchiolare continuo durante la masticazione o gli sbadigli.
Il prolungarsi di questi sintomi ne consegue alcuni più gravi e maggiormente fastidiosi come:
Proprio a questi ultimi, acufene e otalgia, si deve il nome di Sindrome di Costen. James B. Costen, infatti, era un otorino americano che nel 1934 comprese prima di tutti la possibile correlazione tra i disturbi all’articolazione temporo-mandibolare e i disturbi all’orecchio sopracitati.
La comparsa dei sintomi è il primo campanello d’allarme, ma come si può avere la certezza che si tratti proprio della sindrome di Costen? Bisogna recarsi presso un medico specialistico, otorino o dentista, il quale potrà effettuare la diagnosi. Invitando il paziente ad aprire e chiudere la bocca, di primo acchito, il medico noterà subito dei movimenti irregolari della mandibola verso la parte dolorante. La conferma si può avere anche con una palpazione accurata dei muscoli occipitali e cervicali, o inoltrandosi in esami più specialistici, quali risonanze o radiografie.
La sindrome di Costen colpisce maggiormente le donne e si verifica intorno ai 30 anni. È dovuta a un mancato allineamento delle due arcate dentarie.
Le motivazioni della sua comparsa potrebbero essere numerose:
In alcuni casi, si è ritenuto che la sindrome potesse avere anche una correlazione genetica, avendo riscontrato familiarità tra soggetti parenti.
La sindrome di Costen è, fortunatamente, auto risolutiva. Nonostante i dolori e fastidi consistenti, se identificata e curata specificatamente può risolversi del tutto senza lasciare tracce della sua comparsa. Vi sono diverse strade da poter percorrere verso la guarigione:
I rimedi sopraelencati non si escludono a vicenda, anzi una combinazione tra due o più, a seconda dei casi, garantirà una più veloce guarigione
